SEO: come recuperare posizioni dopo l’update di Google ad agosto

SEO: come recuperare posizioni dopo l'update di Google
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SEO: come recuperare posizioni dopo l’update di Google ad agosto

Non è stata di certo un’estate semplice per chi si occupa di SEO.

Con l’update del 1 agosto, diventato noto come Medic Update, sono tanti i siti web che hanno perso il 30% e più del loro traffico in poche ore.

Non sono stati soltanto i siti legati al mondo della medicina a perdere posizioni, anzi, non sono stati risparmiati neanche blog di vario genere ed e-commerce.

Ad oltre un mese dalla data dell’aggiornamento sono state tante le considerazioni fatte dalle fonti più autorevoli in materia, sia in Europa che oltreoceano.

Raccogliamo dunque le idee per dare una strada a tutti quei webmaster che stanno cercando di recuperare il proprio traffico organico.

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Una nuova interpretazione della search intent

Uno dei metodi più efficaci per recuperare posizioni è quello di osservare chi ha preso il nostro posto nella SERP. Google ha cambiato il modo di interpretare l’intento di ricerca per molte query:

  • Molte query informative, a cui il motore di ricerca rispondeva con guide ed articoli, sono diventate transazionali. Quindi ora Google predilige per queste le schede prodotto e le pagine di categoria, a discapito delle pagine del blog.
  • Lavorare sulle descrizioni dei prodotti e sulle pagine di categoria, creando contenuti a metà tra il transazionale e l’informativo, sarà sicuramente d’aiuto.
  • Per molti argomenti medici, ora Google preferisce presentare magazine e portali editoriali. L’idea di base è che l’utente in questi casi non stia cercando un consulto medico tecnico, ma qualcosa di più generale e facile da comprendere.
  • Rendere i toni meno tecnici ed alla portata di tutti aiuterà chi ha perso posizioni a recuperarne.
  • Quando un utente cerca servizi nella sua zona, ora Google tende a prediligere pagine in cui i contatti siano ben visibili ed il servizio sia spiegato in breve, ma con efficacia.
  • Evitare le grandi descrizioni ed i rimandi ad un’altra pagina di contatto può essere d’aiuto per recuperare posizioni.
google medic update mediamente i siti web hanno perso il 30 % del traffico

Agosto 2018 da dimenticare per gli addetti ai lavori , la link building è sempre più nel mirino di Google!

Dimostrare autorità

Un parametro a cui Google sta dando sempre più importanza è quello dell’autorità.

Autorità intesa come un insieme di segnali con i quali dimostrare al motore di ricerca che i nostri contenuti sono sostenuti da una grande competenza su ciò di cui stiamo scrivendo.

Per questo, diventa innanzi tutto importante utilizzare i dati strutturati per segnalare al motore di ricerca la paternità dei vari contenuti.

Non solo dobbiamo far sì che Google comprenda chi ha scritto un certo contenuto, ma dobbiamo anche fare in modo che ad esso siano associate le informazioni necessarie per far comprendere all’algoritmo che quella persona è ferrata sull’algoritmo.

Per rendere possibile tutto questo, lo schema.org ed i microdati devono diventare alleati costanti delle nostre pagine. Questi sono anche fondamentali per il discorso legato ai rich snippet, i quali vengono implementati per sempre più query.

Altri strumenti che possono aiutarci ad essere riconosciuti come autorità arrivano da siti esterni tanto a Google quanto al nostro.

Si parla quindi di segnali in arrivo dai social network, di video caricati su Youtube, di pubblicazioni su Google Scholar e via dicendo.

Pubblicare un ebook, anche piccolo e gratuito, venderlo su Amazon e costruire intorno ad esso qualche recensione positiva può essere ulteriormente una fonte di autorità.

Tutto questo va unito, ovviamente, alla necessità di rivedere i propri contenuti e mantenerli costantemente aggiornati: un articolo che Google ritiene non più valido è un articolo che non recupererà mai più la sua posizione.

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Rivedere l’alberatura del nostro sito

Fino a questo ultimo aggiornamento, con dei grandi contenuti ed un ottimo profilo backlink si arrivava a farsi perdonare qualche errore nella costruzione del silos di un sito.

Google si sforzava di impegnare di più le proprie risorse di scansione in nome della qualità di quanto pubblicato, cosa che ora sembra avvenire molto meno.

Per rimediare ai nostri errori in questo senso, potrebbe essere utile rivedere la UX a partire dalla costruzione del menu, delle categorie, dei tag e degli URL.

Meglio evitare di avere sovrapposizioni che possano obbligare Google a decidere qual è il contenuto principale che vogliamo mostrare per una certa keyword.

Rischiamo che questa cosa si trasformi in una semplice deindicizzazione di entrambi i contenuti.

SEO: come recuperare posizioni

Potrebbe essere necessario lavorare tanto e lavorare di tag canonical, ma ne vale la pena.

In linea di massima, l’utente dovrebbe riuscire a comprendere esattamente com’è organizzato il nostro sito e riuscire a trovare tutti i contenuti di suo interesse con semplicità.

Questo è il classico simbolo di una buona alberatura ed esistono due modi per testarlo, uno a priori ed uno a posteriori:

a priori, mostrando il sito a qualcuno che non lo ha mai visto e chiedendogli di raggiungere una pagina partendo da un’altra;

a posteriori, osservando la frequenza di rimbalzo: se questa è bassa, vuol dire che gli utenti riescono a navigare il sito oltre la prima pagina su cui atterrano.

 


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